Urbino e le città d’arte

Urbino

Urbino, la città “ideale”, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità, nonché sede di una università pluricentenaria, dista solo 10 km.

Il suo indiscusso interesse artistico, architettonico e culturale, ci richiama ad altri centri limitrofi come Urbania, famosa per le ceramiche d’arte, Fossombrone con scavi archeologici di epoca romana e Cagli con esempi di architettura medievale e rinascimentale.

La riviera adriatica con Pesaro e Fano è distante 35 km. Anche l’Umbria, con le sue città d’arte, da qui è facilmente raggiungibile.

“Chi arrivi a Urbino ignaro e della sua storia e della sua importanza si trova di fronte a una sorpresa straordinaria, anzi a un miracolo. Nel giuoco delle colline che sopportano le strade d’accesso ecco che appare un palazzo fatato che il tempo non ha sfregiato
né intaccato . E’ un salto indietro nel tempo, un tuffo nella purezza e nella libertà dello spirito”.
Carlo Bo

Le Marche e l’arte

Pur non possedendo una propria spiccata fisionomia artistica, la regione occupa un posto di rilievo nel quadro dell’arte italiana. Cospicui resti romani sono sparsi nel territorio delle Marche (Ascoli; Fermo; Urbisaglia; Falerone; Helvia Ricina presso Macerata); quasi intatti ci sono pervenuti l’arco di Augusto a Fano e l’arco di Traiano ad Ancona.

Notevole fu l’attività costruttiva durante il periodo romanico (sec. XI-XIII): tra le chiese più significative, dove si riscontra spesso una fusione di elementi lombardi e bizantini, vanno ricordate S. Maria di Portonovo presso Ancona, S. Maria a Pie’ di Chienti, S. Vittore delle Chiuse, S. Claudio al Chienti, S. Maria di Rambona, S. Ciriaco di Ancona, il Duomo e la pieve di S. Leo, il battistero di Ascoli, oltre a edifici civili ad Ascoli, ad Ancona e altrove.

Anche il periodo gotico (XIII-XV sec.), durante il quale vanno via via predominando influssi veneziani, fu fecondo: tra gli edifici spiccano S. Francesco di Ascoli, il S. Nicola di Tolentino, che racchiude un notevole ciclo di affreschi di scuola riminese del ‘300, e le opere di Giorgio Orsini da Sebenico ad Ancona. Il Rinascimento segna l’apice dell’arte nelle Marche.

L’attività si concentrò particolarmente a Urbinointorno allo splendido palazzo Ducale e a Loreto nella basilica della S. Casa, richiamandovi famosi architetti (Luciano Laurana; Baccio Pontelli; Francesco di Giorgio Martini; i Sangallo ecc.), scultori (A. Sansovino) e pittori (Piero della Francesca, Melozzo, Signorelli, i Vivarini, Giusto di Gand); altri notevoli edifici sorgevano a Pesaro, (palazzo Ducale, rocca, villa dell’Imperiale), a Jesi (palazzo della Signoria), a S. Leo (rocca) e in numerose località.

A principio del ‘400 si formò una scuola locale di pittura (Gentile daFabriano; i Salimbeni, ecc.), che andò poi fondendosi con la umbra, mentre affluivano anche numerose opere di artisti veneti (C. Crivelli; Giovanni Bellini; Lotto; Tiziano). Due geni sommi dette allora la regione all’arte italiana: il Bramante e Raffaello. Vanno infine ricordati i magnifici prodotti delle arti minori, e specialmente la maiolica che raggiunse a Castel Durante (l’attuale Urbania), a Urbino e a Pesaro il massimo splendore.

Dal periodo barocco in poi la regione visse nel riflesso di Roma.